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Lettera a Meneceo: sulla felicità

Lettera a Meneceo: sulla felicità

Paperback

Philosophy

ISBN13: 9798477854233
Publisher: Independently Published
Published: Sep 15 2021
Pages: 28
Weight: 0.08
Height: 0.08 Width: 5.00 Depth: 8.00
Language: Italian
Il verbo epicureo può essere riassunto in poche proposizioni generali:1.la realtà è perfettamente penetrabile e conoscibile dall'intelligenza umana;2.nelle dimensioni del reale c'è spazio anche per la felicità dell'uomo;3.la felicità consiste nella mancanza di dolore e di turbamento: è la pace dello spirito;4.per raggiungere questa felicità e questa pace, l'uomo necessita solo di se stesso; all'uomo non servono, perciò, la città, le istituzioni, la nobiltà di nascita, le ricchezze, le cose tutte e nemmeno gli dèi: l'uomo è perfettamente autosufficiente.L'assenza del dolore (il piacere catastematico) è il limite supremo che raggiunge il piacere, al di là del quale non può ulteriormente estendersi, perché nell'assenza di dolore il piacere ha raggiunto la sua completezza e perfezione. Chiunque ponga nel piacere il bene supremo e la felicità è fatalmente tormentato dalle seguenti cose: 1) l'incalzare del tempo che divora e porta via il piacere; 2) la minaccia del dolore che può sempre sopraggiungere; 3) l'agguato della morte. Epicuro ha, pertanto, cercato di elevare attorno al piacere delle barriere che lo tutelassero da tali insidie e, a differenza di altri edonisti, a suo modo, è riuscito nel proprio intento, proprio grazie alla sua concezione della totale superiorità del piacere catastematico sul piacere in movimento: infatti, quest'ultimo è strutturalmente coinvolto nella corsa contro il tempo, inceppa incessantemente nei mali ed è messo in scacco dalla morte.Epicuro ha fornito dunque agli uomini un quadruplice rimedio: ha mostrato, innanzitutto, che sono vani i timori per gli dèi e per l'aldilà; in secondo luogo, che è assurda la paura della morte, la quale non è nulla; in terzo luogo, che il piacere, quando lo si intenda correttamente, è a disposizione di tutti; infine, che il male o è di breve durata, oppure è facilmente sopportabile. L'uomo che sappia applicare a se medesimo questo quadruplice farmaco acquista la pace dello spirito e la felicità, che nulla e nessuno possono intaccare. Vivrai come un dio fra gli uomini, perché l'uomo che vive fra i beni immortali non sembra più neanche mortale.

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