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L'Esploratore di Storie: Il richiamo della penna

L'Esploratore di Storie: Il richiamo della penna

Paperback

Series: L'Esploratore Di Storie, Book 1

Fantasy

ISBN13: 9798815095403
Publisher: Independently Published
Published: May 1 2022
Pages: 218
Weight: 0.48
Height: 0.46 Width: 5.06 Depth: 7.81
Language: Italian
C'era una volta un'antica penna,
aveva un aspetto che pareva normale e un inchiostro che faceva sognare...

Capitolo I - Il libro al centro della stanza

Drew continuava a correre in quella strada buia. Ansimava e correva sempre più forte. Più guardava avanti, più quel puntino di luce sembrava allontanarsi da lui. Era incredibile e spaventoso allo stesso tempo.

Drew! Tuonò una voce alle sue spalle. Sai bene che non puoi scappare dal tuo destino!

Ma quale destino?, si chiedeva tra sé e sé mentre provava a correre sempre più veloce. Chi sei? Chi è che mi sta seguendo? disse con il fiato corto.

È arrivato il momento. Fermati ora, smettila di scappare! La voce, questa volta, sembrava quasi provenire da tutte le direzioni. Rimbombava a destra e a sinistra e poi nella testa del ragazzo.

Drew continuava a correre impaurito e guardandosi intorno per capire chi stesse parlando. Il cuore gli batteva a mille e non sapeva proprio cosa stesse accadendo né dove stesse andando. Quell'atmosfera era sempre più surreale, ma la situazione non sembrava voler migliorare.

Improvvisamente una nuvola di fumo nero gli offuscò la vista e così Drew fu costretto a fermarsi. Si abbassò a terra coprendosi la testa. Andrà tutto bene, ripeteva nella sua mente tenendo gli occhi saldamente chiusi. Tremava e sudava senza riuscire a calmarsi. Era una sensazione che non aveva mai provato prima. Pensò che non aveva mai avuto così tanta paura in vita sua. Stava forse per morire?

Non riusciva a pensare a qualcosa di positivo. Non riusciva a vedere niente. Sentiva solo il suo cuore battere talmente forte che pareva dovesse scoppiare e uscire dal suo petto da un momento all'altro. Eppure non era da lui. Tra l'altro, la verità è che non sapeva neanche di cosa stava effettivamente avendo paura. Allora fece un respiro profondo e tentò di rilassarsi. Pensò che se fosse stato più tranquillo avrebbe potuto agire più lucidamente e uscire da quel posto sconosciuto.

La voce che continuava a chiamarlo ad un tratto diventò più calma e soave. Sembrava quasi quella di sua nonna.

Drew, calmati ragazzo. Non devi scappare. Smetti di avere paura e vieni a prenderti ciò che è tuo. Questo è il momento.

Drew si tolse le mani da sopra la testa, aprì gli occhi e si accorse che la nube di fumo era completamente scomparsa. Si ritrovò in una stanza dal soffitto così alto che quasi non riusciva a vederlo. Il pavimento era freddo, ruvido e scuro. Non c'erano mobili. Sembrava quasi una grande sala da ballo di altri tempi. Drew si alzò e cominciò a girarsi e a guardarsi intorno. Non c'erano porte. Ma come era possibile? Eppure era arrivato là correndo. Da qualche parte doveva pur essere entrato!

Ehi... Disse con voce flebile e titubante. Poi, alzando gradualmente il tono, esclamò C'è nessuno? Ehi... Come si esce da questo posto?

Era preoccupato e la situazione era troppo surreale per poter essere risolta in modo logico. Cosa avrebbe potuto fare per uscire da quella enorme stanza?

Improvvisamente sentì un rumore di tacchi alle sue spalle. Tac, tac. Tac, tac... Era un suono regolare e conciso. Qualcuno si stava avvicinando a lui con un portamento sicuro e deciso. Eppure la stanza era completamente vuota fino a qualche secondo prima. Ma lì c'era qualcuno. Drew stava davvero sentendo quel rumore. Allora si girò di scatto e...

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