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L'antiestetica: Saggi sulla cultura postmoderna

L'antiestetica: Saggi sulla cultura postmoderna

Paperback

Philosophy

ISBN10: 8874901224
ISBN13: 9788874901227
Publisher: Otis Books
Published: Jun 14 2018
Pages: 194
Weight: 0.59
Height: 0.41 Width: 6.00 Depth: 9.00
Language: Italian
Grazie alle sue pubblicazioni, negli ultimi trent'anni, Hal Foster ha realmente allargato i confini della teoria dell'arte facendola somigliare sempre di più alla critica culturale, stabilendo così un punto di osservazione dal quale programmi e strategie apparentemente disparate di artisti, committenti e critici trovano invece un'eloquente coerenza. Di questa sua attività critica - per non citare la sua attività come editore quando fonda la Bay Press con Thatcher Bailey e Charlie Wright con la quale pubblica The Anti-Aesthetic nel 1983 - L'antiestetica è la base fondante, motivo per cui questo libro non solo diventa la bibbia del postmoderno sul quale si formano centinaia di ricercatori negli atenei americani, ma è un tassello importante per capire gli sviluppi successivi del suo pensiero e dell'attivita critica del gruppo di October. Con L'antiestetica Hal Foster chiama a raccolta critici autorevoli - Jürgen Habermas, Jean Baudrillard, Kenneth Frampton, Rosalind Krauss, Douglas Crimp, Craig Owens, Gregory L. Ulmer, Fredric Jameson, e Edward W. Said - con lo scopo di investigare sull'intera gamma della produzione culturale postmoderna. Quando è uscito, agli inizi degli anni Ottanta, L'antiestetica ha rappresentato un libro fondamentale che ha fatto il punto sull'influenza della cultura postmoderna, sulla guerra che in qualunque campo - architettura, arte contemporanea, musica, cinema e fotografia - si è combattuta fra modernisti e postmodernisti. Tra i suoi numerosi meriti c'è sicuramente quello di indirizzare schiere di ricercatori verso una cultura postmoderna che interrompesse inutili diatribe a favore di una ricerca che rifiutasse le gerarchie e accettasse la diversità, un postmoderno della resistenza rispetto alle tendenze già omogeneizzanti del capitalismo globale.__ Le avventure dell'estetica costituiscono una delle grandi narrazioni della modernità dall'epoca della sua autonomia attraverso quella dell'arte per l'arte, allo status di categoria necessariamente negativa, una critica del mondo così com'è. È proprio quest'ultima fase (immaginata brillantemente dalle ricerche di Theodor Adorno) che è difficile abbandonare: la nozione di estetica come attività sovversiva, un interstizio critico in un mondo altrimenti strumentale. (Hal Foster)

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