Un'intensa e potente riscrittura contemporanea del mito classico, sospesa tra lirismo tragico e anelito di libertà.Voci di Andromaca è un atto di emancipazione radicale dalla norma, dalle aspettative altrui e dalle gabbie del patriarcato. Questo libretto d'opera nasce da un prestigioso percorso di residenza artistica promosso dalla Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca, sostenuto dal bando SIAE Per Chi Crea 2024 e sviluppato in collaborazione con il Laboratorio di Ricerca di Letteratura Greca Aletheia dell'Università Ca' Foscari di Venezia.
Il Conflitto al centro dell'OperaAl cuore del dramma si consuma lo scontro lacerante tra Andromaca e il MITO. Il Mito non è qui una semplice narrazione, ma un dispositivo drammaturgico oppressivo, patriarcale e normativo che forza la protagonista a rassegnarsi a un ruolo già scritto: sposa devota, madre perfetta, figura composta. Partendo dalle tre storiche apparizioni omeriche di Andromaca nell'Iliade, il testo traccia un cammino di nascita, crisi, frantumazione identitaria e, infine, di straordinaria rigenerazione attraverso la riconquista della propria voce.
La Struttura e la Sperimentazione LinguisticaL'opera si articola in tre quadri evolutivi che guidano il lettore e lo spettatore attraverso una profonda metamorfosi interiore:
I. Θάμβος (Vertigine): L'ingranaggio del Mito si mette in moto sullo sfondo di una Troia in attesa della pérsis, ovvero il saccheggio e la distruzione fisica e identitaria; al primo, lacerante no di Andromaca all'ubbidienza domestica, lo spazio si spezza.
II. Ἔκστασις (Estasi): L'orrore della morte di Ettore irrompe nel chiuso della stanza, trascinando la protagonista in un delirio carneo e primitivo che la spinge a recidere i fili del telaio della sottomissione.
- III. Φύσις (Natura): Il lutto privato si fa rito collettivo. Rifiutando l'immortalità monumentale di sposa perfetta promessa dal Mito, Andromaca taglia i propri capelli, disattiva il meccanismo narrativo e impara a viversi viva, risorgendo intera e finalmente libera.
La scrittura di Fabrizio Funari attraversa con virtuosismo molteplici livelli metrici e linguistici: dal greco antico come materia d'origine all'esametro barbaro come imposizione del Mito, fino al verso libero. Nel finale, il testo si radica nel territorio accogliendo la memoria ancestrale del salentino e del griko, recuperando la tradizione orale dei morolòja (i viscerali lamenti funebri della Grecìa Salentina).
Note sulla Prima EsecuzioneIl volume contiene il testo integrale della partitura drammatica andata in scena in prima esecuzione assoluta il 19 febbraio 2026 presso il Piccolo Teatro Comunale Valerio Cappelli di Martina Franca, con musiche originali dei compositori Andrea Maria Augeri, Gilberto Bartoloni e Mattia Dattolo.
Un'opera indispensabile per registi, compositori alla ricerca di materiali per la scena lirica contemporanea, drammaturghi, classicisti e amanti della poesia.